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Il Piacere di Ricevere

Sedersi attorno ad una bella tavola apparecchiata e’ il modo più adatto e completo per celebrare, in famiglia o in compagnia degli amici, il piacere di stare insieme. Ma anche il momento del tè e della prima colazione, l’aperitivo hanno i loro codici, il loro cerimoniale classico, le loro più recenti e libere interpretazioni. E, naturalmente, un corredo di oggetti, di utensili e di servizio specifico.

fotoConoscere, confrontare, scoprire mescolare tradizioni e innovazioni aiuta a rendere più piacevoli questi momenti che scandiscono ore, giorni,occasioni, stagioni.

Oggi come in passato, l’invito a pranzo, quello che apre le porte della casa a un gruppo di persone per farle sedere attorno alla tavola, e’ il più significativo e anche il più gradito fra i vari modi di ricevere. E’ la dimensione dello stare riuniti attorno alla tavola apparecchiata, in un limitato numero di ospiti scelti con intenzione per dare il tono, l’atmosfera, il senso tutto particolare al pranzo o alla cena.

Cibi e vini accostati in modo sapiente, una tovaglia e servizi intonati, luci, cristalli, porcellane, fiori e voci, cordialità, conversazioni, risate che si snodano dall’uno all’altro dei commensali, mentre le portate si succedono e i calici si alzano…. Tutto questo contribuisce ad un evento piacevole, un’occasione di benessere, se non di felicità, per tutti i partecipanti.

Jean Anthelme Brillat Savarin, noto gastronomo francese sosteneva che ” invitare qualcuno a pranzo vuol dire incaricarsi della felicità di queste durante le ore che egli passa sotto il vostro tetto”. Ed è per questo che, condividendo il suo pensiero, ogni invito merita di essere preparato con cura, anche il pranzo domenicale con gli amici o il ritrovarsi al rientro delle vacanze con i figli e nipoti. Se poi il pranzo e’ più formale e diventa anche un occasione per celebrare ufficialmente un evento, l’allestimento della tavola e la preparazione delle vivande esige la massima attenzione e cura.

L’arte della convivialita’ e dell’ospitalità richiedono doti di sensibilità, organizzazione, piacere della conversazione, buon senso e buon gusto. Un invito a pranzo implica infatti che in un tempo ristretto a poche ore si predispongono e si portino a termine numerose operazioni e gesti: scegliere cibi e vini, accostare le persone giuste, cucinare, apparecchiare, accogliere e mettere a proprio agio gli ospiti e servire.

L’arte del ricevere e come mettere in scena un opera teatrale. Consiste nel creare organizzare la coreografia di sensazioni, profumi, luci, colori, fiori, menu’, musiche ed emozioni che dovremmo offrire agli ospiti…come un direttore d’orchestra che regala la poesia e il miracolo di un concerto perfetto.

La festa e’ ben riuscita se chi entra in casa nostra viene avvolto da una moltitudine di sensazioni che lasciano un piacevole ricordo.

4 Commenti

gualtieri vincenzo ha scritto:

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Grande cura per i particolari. Il bello che oltre al teorico tu sei brava anche nel pratico.

gualtieri vincenzo ha scritto:

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Abbiamo letto il pezzo sulle origini complimenti! Usare le propie origini come una miniera dove attingere per creare le tue ricette. E crearsi uno stile originale nell’apparecchiare una tavola.

Zinica Timofte ha scritto:

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Meraviglioso,sei grande…complimenti

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