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Mini Capresi al Limoncello e Cioccolato Bianco

Siamo tornati a casa da diversi giorni, abbiamo ripreso la solita routine quotidiana lasciata a giugno: sveglia presto per la scuola, lavoro, vari impegni correndo come sempre per riuscire a fare tutto! Conciliare famiglia, lavoro, casa e dedicarmi al mio blog sta diventando un’impresa titanica. Ho notato, purtroppo, che è da tempo che non posto dunque eccomi qui con la ricetta di uno dei miei dolci preferiti di sempre e non poteva che essere in onore di uno dei luoghi dove ho trascorso le mie vacanze.

Prima di rientrare a casa, ovviamente non potevo fare a meno di fare incetta di prodotti enogastronomici: prima di tutto il Limoncello doc, il liquore a base di limoni capresi ( ingrediente indispensabile per questa ricetta). I souvenir culinari come li chiamo io, sono quelle carezze da dedicarci  una volta tornati alla nostra routine di tutti i giorni, ma più di tutto cerco di carpire le ricette dei piatti della tradizione locale. Dunque eccovi la ricetta della famosissima “Torta Caprese”, tipica di Capri, dolce sobrio e insieme carico di passione. La Torta Caprese ha l’intensità del cioccolato fuso, con la delicatezza delle mandorle mediterranee. La sua consistenza umida e pastosa senza creme la rende fresca e corposa. Lo zucchero a velo che la ricopre cela solo in parte la sua anima scura e la rende leggera alla vista. Oggi vi propongo una caprese rivisitata con il cioccolato bianco, vi garantisco che  non saprete resistere al suo avvolgente profumo. A casa mia queste mini capresi svaniscono dall’alzata in un batti baleno, tanto che sono costretta a nasconderne alcune per poterle offrire a cena. Ma ora voglio raccontarvi di quest’ultimo periodo di vacanza e relax trascorso, a mio avviso, nel posto più bello e magico del mondo: Capri.

Capri è una delle mete turistiche estive più ambite non solo da celebrità nostrane ed internazionali, ma anche e soprattutto da comuni turisti provenienti da ogni parte di mondo pronti a fotografare e magari incorniciare le meraviglie che offre l’isola azzurra: dalla sua splendida e lussureggiante “piazzetta” alla famosa e frequentatissima “grotta”, dai Faraglioni alle spiagge più rinomate e dai luoghi del mito ad Anacapri. Appena vi sbarchi sei inghiottito dal suo vortice fatto di bellezza sognante ed irreale, dal turbinio delle sue folle di visitatori, dal richiamo dei suoi negozi di fiaba, dall’ammaliante profumo dei suoi giardini, gli odori ed i sapori dei suoi ristoranti, dal canto delle sue mille sirene tramutate in uccelli. Se c’è un luogo, immerso nel cuore blu del Mediterraneo, dove il mito si incontra con la storia, e la natura è capace di emozionare l’uomo, ebbene questa è Capri.

Dopotutto, il Golfo di Napoli rappresenta davvero uno dei luoghi più spettacolari del nostro Belpaese e le sue isole non sono da meno, anzi … Capri è un isola camaleontica, dove ogni angolo fa storia a se, capace di offrire una moltitudine di esperienze. In solo 10 chilometri quadrati, tra spazi impervi e poco ospitali ci sono tante Capri. Mondana e luccicante in piazzetta, il luogo che più di ogni altro racconta la vitalità, non solo mondana di Capri. A tutte le ore del giorno e della notte c’è gran movimento. È poi un dato è certo. Qualunque persona che venga a Capri, anche solo per una giornata, passa o si ferma nella famosa piazzetta. C’è la Capri vanitosa è innamorata di se stessa, come i volti noti dello spettacolo; timida e riservata come la gente di Anacapri; profumata di terra, di mare e di vino come le campagne anacapresi; bella, originale e luminosa come le sue ville e i suoi giardini; antica e affascinante come le sue importanti rovine archeologiche; misteriosa e ricca di trasparenze come le sue grotte marine; calda e accogliente come le sue spiagge; intima e bianca come vicoli, stradine e scalette dei quartieri storici d’epoca spagnola; saggia come le sapienti mani dei suoi artigiani; incredibilmente romantica lungo la passeggiata di Tragara; C’è la Capri del mordi e fuggi, arrivano con gli aliscafi quando il sole è già alto e ripartono intorno alle 18, con l’ultimo mezzo veloce seguendo la loro bandierina. Chi invece abita l’isola va di controra. La notte si fa tardi a «Anema e Core», con Lembo che riedita canzoni famose in napoletano oltre a Luna Caprese, e ci si sveglia con comodo e si conquista il mare. L’isola è vietata, troppi turisti pendolari. Alle 6 del pomeriggio ci si riaffaccia, una granita, uno sciù, una delizia al limone magari mangiate insieme a Peppino di Capri che lì è sua maestà. Soprattutto una fetta di torta caprese di cioccolato e mandorle (da non confondersi con la caprese mozzarella e pomodoro), nata negli Anni Venti per errore del pasticciere Carmine Di Fiore che dimenticò di mettere la farina in una torta preparata per dei malavitosi arrivati su ordine di Al Capone che lì ordinava cravatte. Mai errore fu più provvidenziale. Altra leggenda riguarda gli spaghetti alle zucchine che inventò Maria Grazia nella dirimpettaia Nerano ma che a Capri è imperdibile, soprattutto da Paolino e soprattutto quando Paolino era vivo, da mangiarsi sotto la limonaia. Si narra che Maria Grazia, quando Onassis attraccò sotto il suo ristorante con un manipolo di ospiti illustri, non avesse più niente in frigorifero, solo pasta, zucchine, basilico e formaggio. Una delizia. I ravioli ripieni di ricotta e parmigiano, i tubettini vongole e cozze e la pezzogna all’acqua pazza non sono da meno.
Mangiare a Capri è un’esperienza sensoriale molte forte, che, in qualsiasi stagione dell’anno, può coinvolgere oltre al gusto e l’olfatto, anche la vista e l’udito: mangiare potendo guardare il mare e ascoltare gli echi di risacca è cosa possibile in molti ristoranti di Capri e Anacapri. E dove non c’è il mare ci penserà la simpatia, l’immediatezza, lo spirito allegro degli chef e dei ristoratori, sempre pronti ad accompagnare vivaci portate con descrizione, simpatia e allegria; insomma uno spirito positivo che sembra derivare dalla consapevolezza di vivere in uno dei posti più belli al mondo. Per smaltire tutto questo, niente di più facile: si scende verso gli stabilimenti da Luigi ai Faraglioni o alla Fontelina (in faccia si hanno i Faraglioni Stella), per poi risalire in verticale a piedi. Capri è una conquista, per renderla più agevole si può salire al monte Solaro in funivia, 12 minuti e dalla vetta si gode un panorama mozzafiato. Da lì si sente odore di garofano selvatico, mughetto e quercia. Altro miracolo caprese. Una cosa è certa, nessuno torna deluso, Capri lascia un segno molto forte. Dalla vacanza tutto sole e mare, al soggiorno in Piazzetta e dintorni, dal viaggio culturale, alla vacanza da camminare, questi 10 chilometri quadrati in mezzo al mare tra Amalfi e le altre isole, rappresentano una meta dove le abitudini e la quotidianità rimandano a dimensioni lontanissime, dove il tempo sembra essersi fermato. Quando sarà il momento di lasciarla farete come tutti: vi prometterete di tornare.

Ingredienti per 4 persone

Preparazione 20 minuti

Cottura 30 minuti

125 g di zucchero semolato
100 g di burro
120 g di farina di mandorle
4 limoni non trattati
40 g di mandorle a lamelle
50 g di cioccolato bianco
20 g di limoncello
3 uova
15 gr di zucchero a velo

Preparazione

1. Mettete lo zucchero semolato con il burro precedentemente ammorbidita in una planetaria robot da cucina; amalgamate bene fino a montare l’impasto.

2. Incorporato il tuorli, uno per volta. Aggiungete la buccia gialla dei limoni grattugiata e montate ancora per 5 minuti, unendo alla fine anche le mandorle a lamelle, la farina di mandorle, il cioccolato bianco precedentemente A bagnomaria il Limoncello.

3. A parte montate gli albumi e aggiungete all’impasto molto delicatamente, mescolando dal basso verso l’altro per non smontarli.

4. Imburrata e quattro stampini da forno, infarinate perso quasi del tutto; infornate a 170°C per circa 20-25 minuti. Sfornate le capresi al Limoncello e, una volta fredde, cospargetelo con lo zucchero velo.

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